Mercoledì 2

TO KILL A PRETTY BOURGEOISE (USA)

Da Minneapolis il duo Jenha Wilhelm, voce e polistrumentista, Marc McGee, samples e polistrumentista, sono in tour europeo in quartetto e distribuiti da Kranky. Nell’incastro tra trip hop più atmosferico e sexy (Massive Attack, Portishead, Lamb) e certo dark etereo, nascono le canzoni di questo duo uomo-donna. Dediti a un sound elettronico, avvolgente e chic, i due costruiscono complicate e ipnotiche trame elettro-eteree. Piccoli labirinti che sembrano cercare costantemente una forma più definita. Anche se all’origine ci può essere il blues, questo viene sfigurato fino alle estreme conseguenze, a mostrare le possibili catastrofi sonore fuori da ogni connotato.

Mercoledì  9

THEY CAME FROM THE STARS, I SAW THEM (UK)

Con un nome così misterioso e indecente, c’è da immaginarsi di tutto. Certo sarà difficile incarnare il sublime nel ridicolo. Combinando kraut rock, space rock, free jazz, soul funk, pop, con titoli brillanti e testi ipnotici, questa è una band una band performance art prog, punk pop di un magnifico primitivismo. Non vogliamo sapere da quale spazio arrivino, ma è sicuro che si stanno facendo largo all’interno del new sound inglese. Provocatori, eccitanti, intriganti e furbetti.

Lunedì 21

CAPILLARY ACTION (USA)

Trio di Philadelphia, è ancora più ardua la descrizione del genere. Al debutto con Fragments la stampa specializzata (Wire, Time out NY, Picthfork Media) li ha riconosciuti fra i migliori dischi dell’anno nei vari generi musicali: melodico, death metal, no wave, ritmi latini, pop alt-country per arrivare al lounge jazz. Nel disco successivo meno eclettico e più fresco, in cui il leader Jonathan Pfeffer associa gli influssi musicali del XX secolo con orchestrazioni fra scrittura e improvvisazione dando vita ad una ricerca ed un suono nuovi. Incrocio fra Mr Bungle, Black Flag, Stevie Wonder e Santana vecchio stile.Mercoledì 23

THE INTELLIGENCE (USA)

Di provenienza garage punk, non convenzionale come Lars Finberg, il cantante, ha dimostrato nei XYZ Generation, Deuteronomy, è un disco per la In the red / Good Fellas. È una battuta di caccia alle adolescenti cresciutelle e simpatizzanti con il rumore, sia esso riffone peso o gioco pop scanzonato. The Intelligence ci scorazzano dentro con garbo e veemenza, a cavallo e con l’ascia, e vi si procacciano un cinghiale post punk utilizzando una tecnica mimetica per la cattura: prendono dal cinghiale il passo cadenzato, fiero e strafottente e ne fanno una mortadella fra Fugazzi (per il piglio dell’esordio) e Jesus Lizard (per il canto anche più sguaiato) che discende dal primo punk inglese. In questo marasma di motivi orecchiabili e a volte con toni semiseri l’effetto è sempre quello esilarante della fuga adolescienziale con i mezzi e le conoscenze della maturità. La banda “In the red” sempre con le lancette sul rosso è gente sincera, un po’ rude, ma non senza pretese.

Lunedì 28LEAF LABEL NIGHT: NANCY ELIZABETH (UK)

Nancy Elizabeth, è una folk singer, astro nascente inglese, che torna in Italia dopo il suo tour di novembre e l’uscita del disco “Battle and victory”. Il disco procede guidato dall’incanto, da un vibrato senso dell’arcano, da una beatitudine magico misterica che fu degli eroi del passato. Compattezza e rigore dalla giovane  polistrumentista di Manchester.

ESSIE JAIN (USA)

Cantautrice newyorkese d’adozione, autrice di “We made this ourselves” album di pura bellezza folk. Riuscite a immaginare la purezza del canto di Peggy Lee assieme alle cupe e incantate atmosfere di Nick Drake? Sulla stessa etichetta newyorkese dei Beirut debutta con Jim White alle percussioni (Dirty Three, Will Oldham).